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Trieste Airport: dallo scorso mese di aprile circa 130 dipendenti in cassa integrazione

La compagnia aerea Ryanair ha tagliato tutti i collegamenti aerei in 11 aeroporti italiani per un periodo di dieci settimane, a partire da lunedì prossimo 18 gennaio fino al 27 marzo. In altri scali, grandi, sui quali operava, come Napoli e Venezia, ha ridimensionato drasticamente i voli.

Lo ha spiegato Marco Consalvo, a.d. del Trieste Airport, uno di quelli in cui la compagnia irlandese ha tagliato tutti i collegamenti.
Ovviamente, la misura è stata presa in seguito al peggioramento della situazione pandemica e alle conseguenti misure restrittive adottate che consentono ai passeggeri di volare soltanto per fondate e improcrastinabili ragioni. Una situazione che, secondo Consalvo, “si protrarrà fino a marzo.

Gli operatori del settore sperano infatti che, se la pandemia lo consentirà, da aprile progressivamente e in modo molto lento, potrebbe esserci una sorta di ripresa”.
Nello scalo triestino dallo scorso mese di aprile i circa 130 dipendenti sono in cassa integrazione.


Nei giorni scorsi Ryanair aveva annunciato il taglio delle stime sui passeggeri trasportati nell’esercizio che si chiuderà il prossimo 31 marzo. Secondo la compagnia il traffico a gennaio scenderà sotto gli 1,25 milioni di passeggeri, con la possibilità che a febbraio e marzo cali fino a quota 500 mila.

Ryanair ha cancellato tutti i collegamenti a partire da lunedì prossimo per dieci settimane che operava da Trieste: Napoli (4 volte alla settimana), Catania, Palermo, Bari (tutti 3 volte alla settimana) e Cagliari (2 volte). Cancellato anche il volo per Londra, 3 volte alla settimana. Continueranno ad operare Alitalia nel collegamento con Roma e compagnia siculo-bulgara Tayaran Jet con Trapani. Quest’ultimo collegamento funziona nell’ambito delle regole di continuità territoriale, ottiene cioè finanziamenti pubblici per garantire il trasporto dalla Sicilia con alcune destinazioni del Nord..

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