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Udine: circonvenzione d’incapace, dona casa a nomade

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18 Gennaio 2012 – Un notaio udinese, F. C., è stato rinviato oggi a giudizio dal gup Paolo Alessio Vernì per il reato di falsità ideologica. Il pubblico ufficiale lo avrebbe commesso in occasione di due donazioni di un immobile da lui rogati il 4 febbraio e il 18 marzo 2010. Le donazioni sono state compiute da un anziano di Flambruzzo, di 65 anni, invalido e incapace, a favore di una donna di etnia nomade, di 54 anni, che, secondo l’accusa, lo avrebbe circonvenuto. La donna, Adriana Fezza, infatti, è stata condannata oggi dal gup a 4 anni di reclusione proprio per circonvenzione d’incapace, relativa ai due episodi di donazione. Secondo l’accusa, il notaio – che non ha responsabilità nella circonvenzione compiuta dalla donna – avrebbe dovuto accorgersi che l’uomo era incapace. Il professionista si è difeso sostenendo che la limitazione dell’uomo non era così evidente.

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