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Udine: il procuratore accusa, “Criminalità da nomadi, albanesi e romeni; pochi fondi per le forze dell’ordine”

furgone-polizia Il ”circondario del Tribunale di Udine non e’ attualmente interessato da grave criminalita’ organizzata e meno ancora del genere mafioso” ma continuano ”in misura preoccupante le azioni delittuose a opera di nomadi e di stranieri, soprattutto albanesi e romeni”. L’allarme e’ del Procuratore capo di Udine, Antonio Biancardi, il quale sottolinea che questi fenomeni sono ”insufficientemente contrastati dalle forze dell’ordine per gravissime carenze di personale e mezzi materiali, a volte di elementare necessita’ (carburante per in genere vetuste autovetture, in numero per giunta limitato)”. La situazione descritta dal Procuratore e’ contenuta nella relazione sull’amministrazione della giustizia per il 2012, redatta in occasione dell’ inaugurazione dell’Anno Giudiziario. ”Le organizzazioni dei nomadi – specifica il procuratore di Udine – si occupano in maniera rilevante di reati contro il patrimonio. Gli albanesi commettono in genere diletti di lesioni personali stanti il carattere aggressivo di coloro che si trovano nel nostro territorio che non esitano, anche per non gravi litigi, a ricorrere ad armi bianche. Particolarmente dediti a gravi delitti legati alla prostituzione risultano i rumeni che, compromesse di lecite attivita’ lavorative, riescono ad importare giovani di sesso femminile indotte poi con minacce e percorse, a prostituirsi”

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