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Sbatte contro il palo all’89° la palla che poteva portare l’Udinese ai supplementari e quindi in finale e in Europa nella prossima stagione. Un verdetto crudele che vede la Roma raggiungere la finale di Coppa Italia e l’Udinese disperarsi dopo una prestazione sontuosaMarino stupisce un po’ tutti schierando Sammarco al posto di Inler nel consueto 433 mentre Ranieri preferisce Toni a Totti e schiera il centrocampo con Faty lasciando riposare menze oltre a Vucinic e Pizarro. L’Udinese, che deve recuperare il 2-0 dell’andata,  prende da subito le briglie del gioco e al 3° con Pepe spaventa Julio Sergio con quella che rimarrà però l’unica occasione del primo tempo. I bianconeri, che perdono dopo un quarto d’ora Sammarco per una probabile distorsione al ginocchio, sostituito da Inler, infatti mantengono costantemente il pallino del gioco ma sono costretti spesso a scegliere le vie laterali per mettere la palla in area col risultato che il tridente dei piccoli (Pepe, Di Natale, Sanchez) non riescono a impensierire nel gioco aereo la solida difesa giallorossa. Toni là davanti si sbraccia e si sbatte fra Zapata e Lukovic nel tentativo di dare peso a un attacco che rimane assolutamente evanescente. Nella ripresa il cambio di marcia. L’Udinese getta il cuore oltre l’ostacolo e si riversa completamente nella metà campo romanista.A tradire, dispiace dirlo e non gli si fa certo un’accusa è Totò Di Natale che, solo davanti a Julio Sergio, sbaglia la più facile delle occasioni per portarsi in vantaggio. La furia viene dal Cile con il Nino Maravilla che impensierisce da solo la difesa romanista, pur ben contenuto da Riise. Sanchez oltre a essere inesauribile nel proporsi con scatti e dribbling ha il pregio di recuperare degli incredibili palloni in attacco (una specie di rimbalzo d’attacco di gergo cestistico) sradicandoli dai piedi degli avversari. Marino sceglie l’artiglieria pesante e fa entrare Corradi (e non Floro Flores che non la prende bene secondo voci di corridoio) per l’assalto finale.

Ormai è assedio. La Roma, nonostante gli ingressi di Tonetto, Menez e Vucinic è costantemente con nove uomini dietro la line della palla. Incredibilmente però un lancio lungo trova la difesa non ermetica e Sanchez in velocità brucia Riise e infilza Julio Sergio quando mancano una decina di minuti al termine. Nel finale la Roma rimane anche in 10 per la seconda ammonizione comminata a Cassetti. Ormai è assedio d’altri tempi. Le occasioni, anche se piuttosto confuse ci sono ma i bianconeri non riescono a trasformarle. Il grande brivido per Ranieri all’89° quando Inler calcia da fuori area colpisce il palo, e sul rimbalzo la palla finisce sulla schiena di Julio Sergio e poi in angolo. Nel recupero ancora due palle buttate là davanti con Corradi e Pepe che cercano di inventare delle difficili deviazioni. Ma non va. La Roma va in finale con l’Inter l’Udinese va fuori da tutto. Ma con una prestazione enorme, forse la migliore Udinese della gestione triennale Marino che ha schiacciato la capolista del campionato italiano.






















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