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Al giro di boa della 44esima edizione del Vinitaly che si concluderà lunedì alla Fiera di Verona, il commissario straordinario dell’Arsial, Fabio Massimo Pallottini, si dichiara “soddisfatto perché la macchina organizzativa, che é complessa, sta marciando spedita. Abbiamo catturato l’attenzione dei visitatori della principale kermesse enologica – ha sottolineato Pallottini – grazie al maggiore spazio espositivo (da 2000 a 2600 mq), un buon allestimento e la centralità straordinaria del padiglione” posto proprio davanti all’ingresso principale e alla sala stampa.

Gerard Depardieu (qui le foto) sogna “un piccolo vigneto in Friuli, così, con due o tre amici”, una sorta di ‘buen retiro’ in un angolo di quella Italia che per lui è “un paese dei miracoli, dove c’é il peggio e il meglio del mondo”. “Io – dice al Vinitaly, a Verona, nello stand del Friuli Venezia Giulia, mentre continua a esaltare il prosciutto di San Daniele e il frico, un formaggio friulano fritto che ha appena scoperto – sono interessato al meglio: il peggio lo lascio perdere”.
E nell’indicare le cose migliori dell’Italia, Depardieu non esita un istante. “Gli italiani – spiega – la gente. Come la gente si preoccupa degli altri, della terra, come rispetta la natura”.
Sul peggio tentenna un istante, poi è lapidario. “Tutto quello che hanno distrutto”, risponde e torna al suo “piccolo vigneto in Friuli”. Quando? “E’ un progetto. Vedremo. Mi piacerebbe”. L’attore francese, produttore di grandi vini nella sua Francia e conosciuto in tutto il mondo come raffinato gourmet, coltiva già un vigneto sull’isola di Pantelleria, a Monastero, dove produce Zibibbo e Passito. “Un vino per essere grande ha bisogno di una terra povera – spiega – le radici devono cercare la vita, con forza nel profondo della terra. E poi ci vuole passione, il coraggio di aspettare la vendemmia. E’ un appuntamento con te stesso, una magia”. Per Depardieu, “é questa l’energia che c’é in Friuli e
nella sua gente, un ‘miracolo d’Italià, una piccola grande regione: piccola per le dimensioni – racconta accerchiato dai giornalisti nello stand realizzato dalla Turismo FVG – grande per gli uomini che la abitano e i prodotti che offre, come il legno che la regione ha scelto per costruire il suo stand, caldo e chiaro. Straordinario”. Al Vinitaly, l’attore francese è testimonial dei grandi vini bianchi friulani (“Il Friulano – dice – è il vino più elegante d’ Italia”), ma parla senza remore del grande amore che nutre per tutte le regioni del Belpaese. “Mi piace portare a casa i piccoli tesori della gastronomia di ogni regione d’Italia – racconta – per poter poi preparare nuovi piatti”. Anche con il frico friulano? “Non lo conoscevo – confessa – e mi ha molto impressionato. Lo useremo per fare un piatto – anticipa rivolgendosi al suo amico chef Lorenzo Audiot, del ‘La Fontaine Gaillon’ de Paris, e al vicepresidende del Friuli Venezia Giulia, Luca Ciriani – magari con gli asparagi, olio di oliva, un pezzo di polenta alla griglia… e basta”. Per la sua attività di attore c’é poco spazio fra le migliaia di bottiglie di vino del Vinitaly. “Ho conosciuto l’Italia girando decine di film – racconta – è così che ho
imparato ad amarla e ad apprezzare le sue cose, il calore della sua gente, la sua cucina e i suoi vini. Mi piace il vino che ti lascia in pace, che non ti ubriaca, che ti racconta una terra e la sua gente”. E per questo, la Regione Friuli Venezia Giulia l’ha scelto non solo come testimonial, ma anche per fargli scegliere, con una degustazione ‘alla cieca’, provocatoria e divertente, il suo ‘top white wine’ della 44.ma edizione del Vinitaly.

Fonte: ANSA

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