Udine:”Con il piano casa regionale c’è il pericolo ecomostri”

dd1917_udine_piazza_primo_maggioUn convegno fra gli enti locali per analizzare il nuovo piano casa regionale e raccogliere delle adesioni a un documento per difendere l’autonomia delle amministrazioni“La norma approvata – sottolinea l’assessore Santoro – depotenzia gli strumenti di pianificazione dei Comuni. Per quanto riguarda Udine, ad esempio, può vanificare tutto il lavoro che ha portato all’approvazione i consiglio comunale della cosiddetta “variante delle altezze” con cui abbiamo voluto dire basta agli “ecomostri”, dando voce ai cittadini che chiedevano una limitazione della possibilità di costruire in altezza oltre un certo limite nelle zone residenziali caratterizzate da edifici bassi. L’assessore Santoro contesta anche il limite di cinque anni fissato per realizzare gli ampliamenti: “Se da un lato il termine è troppo lungo per essere di semplice contrasto alla crisi – dice -, dall’altro è troppo breve perché mette in seria difficoltà la possibilità delle amministrazioni comunali di pianificare, visto che con un arco temporale così limitato è praticamente impossibile programmare la dotazione di nuovi servizi pubblici, come scuole, parchi pubblici o parcheggi. Ci troviamo – conclude Santoro – con delle città che potrebbero ingrandirsi del 35%, ma non si sa né dove, né quando. Questo dimostra come non sia possibile parlare semplicemente di edilizia ma sia necessario soppesare quanto le misure possono trasformare il volto delle nostre città”.

“Il piano casa regionale: il principio di autonomia dei Comuni a garanzia della qualità urbana” è il titolo del convegno che, come annunciato dal sindaco Furio Honsell lo scorso Consiglio comunale, l’amministrazione ha organizzato per discutere delle conseguenze sul territorio dell’approvazione del testo del “Codice regionale dell’edilizia”, con cui diventa legge il Piano Casa del Friuli. Le possibilità di ampliamento previste dalla legge, infatti, coinvolgeranno in modo uniforme tutta la regione. A differenza che nelle altre leggi regionali, infatti, non è previsto per le amministrazioni comunali il potere di adattare l’applicazione delle misure al proprio territorio. L’incontro, a cui sono invitati tutti gli amministratori locali, si svolgerà venerdì 20 novembre alle 17.30 nel salone del Parlamento del Castello di Udine (si consiglia la prenotazione ai numeri 0432-271615 oppure 0432-271525, visto il numero limitato di posti a disposizione). L’incontro sarà anche un’occasione di confronto con le altre amministrazioni italiane.

È previsto l’intervento del sindaco Honsell che inviterà gli amministratori locali a firmare una lettera per chiedere al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di difendere l’autonomia dei Comuni nelle scelte di pianificazione urbanistica e di impugnare di incostituzionalità la legge regionale. L’assessore alla Pianificazione territoriale del Comune di Udine, Mariagrazia Santoro, introdurrà i lavori, che vedranno gli interventi di Andrea Baldanza, magistrato della Corte dei Conti (sezione Abruzzo) e componente del comitato scientifico Ifel su “La pianificazione territoriale nelle pronunce della Corte costituzionale”, Paola Di Biagi, ordinario di urbanistica dell’Università di Trieste, su  “Piano casa e qualità dell’abitare”, Fabio Refrigeri, vice coordinatore nazionale dell’Anci, su “Il ruolo dei Comuni nella pianificazione territoriale”. Concluderà i lavori Roberto Tricarico, assessore all’ambiente, alle politiche per la casa e il verde del Comune di Torino.

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