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Udine:Honsell, vergogna chi cancella 25 aprile

furio25 Aprile  a Udine: una delle città che è stata simbolo della reisitenza come centro principale di un territorio combattuto e che ha visto vicende che risultano a distanza di molti anni ancora equivoche. Ma è lo spirito del  25 aprile che non è equivoco.  Piazza Libertà gremita e grande commozione all’intenso discorso dell sindaco Honsell Cittadine e cittadini,

viviamo con emozione e orgoglio ma anche con gioia la festa del 25 aprile. È la ricorrenza più importante per ogni donna e per ogni uomo che creda nella libertà, nella democrazia, nella pace, nel dovere di garantire diritti civili e pari opportunità di scelta a tutti, nel rispetto accogliente delle diversità e pluralità.

Dobbiamo portare lo spirito del 25 aprile di Liberazione nelle nostre famiglie, affinché tutte le generazioni siano consapevoli della nostra storia e si ritrovino unite nell’impegno di difendere questi valori di civiltà. Valori, ricordate, che devono essere riaffermati quotidianamente con coraggio e chiarezza perché proprio la storia dell’Italia ci insegna che si possono perdere facilmente anche con passaggi quasi impercettibili, fino a quando è troppo tardi! Valori che si possono riconquistare solo al prezzo di indicibili sacrifici!

Il 25 aprile ricorda la giornata che 65 anni fa segnò la fine della lunga e dolorosa, ma anche valorosa, Lotta di Liberazione dalla barbarie del fascismo. Fascismo regime tremendo e assassino, che aveva oppresso l’Italia per oltre vent’anni privandola della democrazia, dei diritti civili, sopprimendo la libertà di stampa, di riunione, di espressione, privando di ogni ruolo il Parlamento, i partiti e i sindacati. Fascismo che varò l’abominio delle leggi razziali e portò a una sciagurata guerra di aggressione a fianco del nazismo sino al punto da cedere il territorio del nostro Friuli al Terzo Reich, avviando il tragico fenomeno della deportazione nei campi di sterminio e concentramento di uomini e donne, bambini, giovani, anziani.

Barbarie, ferocia, arroganza, stupidità, inciviltà, che, dobbiamo impararlo bene, prendono potere molto facilmente ma sono poi molto difficili da estirpare! Con commozione e riverenza ricordiamo oggi le oltre ventimila donne e uomini friulani che, volontari, seppero scegliere di combattere il nazifascismo nel nome della libertà a costo della loro stessa vita, per assicurare un futuro migliore, per se stessi e per le generazioni future. Un futuro che non potevano conoscere, ma solamente immaginare, come profeti, nei loro ideali! Un futuro che molti di essi non videro realizzato, del quale oggi noi possiamo godere. Volontari che seppero scegliere tra l’essere spettatori passivi di una tragedia oppure coraggiosi attori, protagonisti di un riscatto.

Grazie alla loro lotta, al sacrificio di oltre 2600 morti, 1.600 feriti, 7000 deportati, e oltre 12.000 prigionieri politici passati nel carcere di via Spalato, la Città di Udine oggi è ricordata come città simbolo della Lotta Partigiana, come simbolo di civiltà. Per quell’epopea Udine fu insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Lotta di Liberazione a nome di tutto il Friuli.

Il 25 aprile è dunque una festa speciale per noi proprio perché alto fu il contributo d’ideali, di coraggio e di sangue che il Friuli seppe dare per costruire un’Italia democratica. E voglio ricordare anche gli oltre 200.000 profughi che negli anni successivi alla fine della guerra proprio a causa di quella guerra criminale condotta dal Fascismo, passarono da Udine.

E voglio ricordare oggi in modo speciale un uomo, Elio Morpurgo, sindaco di Udine dal 1889 al 1895, morto di stenti nel barbaro e bestiale viaggio verso il campo di sterminio nazista di Auschwitz. Deportato perché di religione ebraica.

Care cittadine e cittadini con chiarezza dobbiamo anche affermare che è il 25 aprile 1945 a segnare la vera fine del nostro Risorgimento, e non invece quella che viene retoricamente chiamata la Vittoria al termine di quella carneficina che fu la Grande Guerra. Solo con la Liberazione fu coronato infatti oltre un secolo di lotte per la libertà e il diritto all’autodeterminazione dei popoli, e si diede vita ad un’Europa fondata sul rispetto delle minoranze e delle specificità culturali, unita e forte grazie alle proprie diversità.

Se sul piano strettamente militare la sconfitta del nazifascismo non fu opera solamente dei Partigiani, ma in gran misura delle forze militari alleate, e anche ad esse in questo giorno va la nostra più profonda riconoscenza e ammirazione, care Cittadine e Cittadini dobbiamo essere altrettanto consapevoli e ricordarci sempre che sul piano morale, civile e politico, se l’Italia è oggi una repubblica democratica, protagonista di questa Europa, lo dobbiamo solamente alla Resistenza. Ad esperienze straordinarie come quelle delle Repubbliche partigiane della Carnia e del Friuli Orientale, che seppero anticipare il nostro Stato democratico fondandosi sui principi fondamentali di libertà, uguaglianza e solidarietà. Che seppero darsi elezioni libere, che videro al voto per la prima volta in Italia anche le donne. Che promossero l’e ducazione e la tutela dei lavoratori e dell’ambiente.

La Lotta di Liberazione fu la fucina dove maturarono e si temprarono i valori e i principi che oggi sono oggi espressi in quel documento di altissima civiltà che è la nostra Costituzione, vero è unico fondamento della nostra Repubblica. Vergogna per chi quotidianamente tenta di calpestarla! Per chi tenta di modificarla attraverso percorsi diversi da quelli che essa stessa prevede, che sono percorsi di condivisione popolare! E orgoglio per i giudici della Corte Costituzionale che hanno il coraggio di opporvisi!

Vergogna per chi tenta di cancellare la memoria e il significato della Lotta Partigiana! Noi oggi siamo qui ad affermare che questa memoria non la cancelleremo mai! Il 25 aprile è anche la festa della Costituzione. Il nostro patrimonio più prezioso perché è la nostra garanzia nei confronti dell’arroganza del potere, contro la deriva verso un nuovo Fascismo. La Costituzione ricordate e una legge che parte dal basso per avere effetto su ciò che sta in alto. Non limita la libertà dei cittadini, ma limita invece il potere dell’autorità. È la nostra garanzia di civiltà. Non esiste Costituzione senza diritti umani e senza separazione dei poteri.

Sapremo essere all’altezza del sacrificio di coloro che parteciparono alla Resistenza, dei valori che da loro abbiamo ereditato? Spero di sì! Ma sono altresì convinto che non esista altro modo di progettare il nostro futuro e quello delle generazioni a venire! Dobbiamo riaffermare e difendere i valori della Resistenza e la Costituzione, perché il totalitarismo, la violenza, la sopraffazione sono sempre pronti ad alzare la testa. Soprattutto in momenti difficili come quelli che stiamo vivendo a causa di una gravissima recessione economica che ha le sue origini proprio nella mancanza di valori etici e di regole civili.

Tutta la nostra solidarietà e il nostro impegno vanno verso i tantissimi lavoratori e le loro famiglie che in questo momento sono in cassa integrazione o peggio vivono il dramma della disoccupazione. Ci impegneremo perché non trionfi l’attuale miope logica della riduzione dei costi che fa pagare solamente alle fasce più deboli, i giovani, i lavoratori immigrati, tutto il peso della recessione.

Soprattutto in momenti come questi dobbiamo riaffermare invece l’i mpegno per l’inclusione sociale e promuovere i valori di uguaglianza, di solidarietà, di accoglienza, rifuggendo alle discriminazioni verso chi ha contribuito a costruire la ricchezza e il benessere del nostro paese, anche se straniero, e non dobbiamo imbarbarirci calpestando il diritto di asilo nei confronti di chi a noi si rivolge in cerca di giustizia.

E dobbiamo anche lottare per difendere la natura pubblica dei beni comuni come l’acqua, affinché logiche affaristiche e opportunistiche non la consegnino in mano di pochi. Impariamo dalle repubbliche partigiane che riconoscevano l’acqua come bene della comunità e difendiamone il carattere pubblico! Il 25 aprile è un giorno per sentirci tutti uniti nei valori democratici fondanti della nostra Repubblica.

Cari cittadine e cittadini seguiamo sempre l’esempio dei partigiani, cerchiamo di essere attori coraggiosi e non spettatori passivi!

Viva la Resistenza! Viva la Costituzione! Viva la Repubblica Italiana!

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